Nel mentre che ero a contar le olive, mi sono imbattuto in una strana foglia giallastra a puntini neri penzolante appesa a non si sa bene cosa. Escludendo subito che fosse un errore di Matrix, avvicinandomi al soggetto ho potuto constatare che si trattava di un bruco, il quale si stava agitando e cercava di divincolarsi da un finissimo filo trasparente. Ho creduto che fosse imprigionato in una ragnatela ma poi mi sono accorto che non era l’unico nella stessa situazione.

Ad un’osservazione più attenta il filo era discendente da alcune foglie di un albero e, guardando bene tra i rami, ho potuto notare che tra le fronde c’era una particolare ragnatela, una culla con minuscoli puntini scuri, desueta per essere quella di un ragno. Parte quindi la ricerca su internet, perché non tutti siamo entomologi, scopro proprio che questo tipo di larva appartiene alla Tignola Tessitrice.

Questo micro-lepidottero era molto ricercato in quanto la sua tela poteva essere usata per la realizzazione di tele da pittura. La tecnica di lavorazione è ormai praticamente perduta. I puntini neri sono in realtà gli escrementi della larva; non è raro poi trovare più esemplari di questi bruchi insieme nella stessa sacca che col tempo diventerà la crisalide dei futuri bozzoli.

Gli ultimi che arriveranno, perché non hanno trovato cibo a sufficienza, si sacrificheranno per il bene della comunità continuando con le loro ultime energie a ricoprire di seta i loro simili. Dopodiché moriranno.

3 Comments

  • tiziana terzi
    1 anno ago Reply

    Storia triste e bellissima (come le foto:splendide)

    • Alessio Chiappalone
      1 anno ago

      Innanzitutto grazie per i complimenti alle foto, poi, è quantomai strano il loro comportamento che li conduce al sacrificio per la sopravvivenza della specie, anche dopo aver lottato con tutte le loro forze.

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