L’ultimo foglio – Una storia irreale

Terrore.
Il terrore di essere rimasto solo in quel paradosso impossibile.
Come mi era successo, non ricordo.
Eppure, adesso, era successo a me.
Avevo già sentito storie come queste ma non avrei mai creduto che potesse accadere a me.
Meticoloso, preciso, pignolo, al limite del paranoico; guardo con circospezione e sospetto ogni angolo per evitare spiacevoli sorprese come queste.
Non questa volta.

Sono immobile, paralizzato: è questa la paura che si prova nell’impotenza di agire? Come hanno fatto gli altri prima di me? Hanno chiesto aiuto, perché avevano qualcuno. Io no, non posso perché ora non ho nessuno. Neanche se urlassi fino a perdere la voce potrebbe venire qualcuno in mio aiuto. Il telefono! Non prende e poi… dove l’ho lasciato? AH già, è… Ansia, aspetto, ragiono. Leggo delle etichette, in una strana lingua eppure a me familiare. Possibile che nessuno si ricordi di me?

In quale fottuta dimensione spazio-temporale mi sono cacciato? Fanculo! Sono nervoso. Avevo preso solo un caffè e poi… la vista si annebbia. Maledizione, devo trovare la forza di reagire. Pensa, Alessio, pensa: cosa farebbe il tuo supereroe preferito. Nulla, perché a lui queste cose non capitano. L’angoscia sale; potrei essere destinato a vivere in eterno qui? Per quanto altro tempo potrei resistere? Questa situazione… non la reggo. Un respiro profondo per schiarire le idee.

Gli occhi guizzano da ogni dove, in ogni angolo di questo inferno bianco. Forse ho trovato la chiave. Devo… allungarmi… ma… AVANTI! Le gambe sono immobili, addormentate; non reagiscono. ESSU!

Curvo, storto, una figura grottesca ma di nuovo in piedi. Il primo passo è già meta dell’opera. Ora posso continuare, anche se il trauma non lo potrò dimenticare. Controllo ovunque, cercando di fare il minimo rumore. Se prima avrei gridato per attirare l’attenzione di qualcuno, ora ho il timore di essere scoperto. Sposto ogni oggetto ma la speranza cede il posto al panico e senza più esitazioni scaglio via ogni oggetto. NO NO NO, QUI NO!

Con affanno respiro; oramai destinato all’oblio. Chiunque mi ritrovi, rispetti quest’ultima volontà: non ne faccia parola con alcuno o il mio nome e la mia persona, saranno infangati di vergogna per sempre. Affinché sia di insegnamento ai posteri, lascio queste righe su questa pagina… …aspetta; cosa diamine… ho avuto la soluzione qui, di fronte a me, tra le mani, per tutto questo tempo e… Ma sì perché non l’ho pensato prima… potrei comunque usarlo, per uscirne incolume. Se non lo faccio sarò dannato per sempre; in fin dei conti anche questo altro non è che…

l’ultimo foglio… …di carta igienica.

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